IL CASTELLO PANDONE AL CENTRO DEL BORGO DI CERRO AL VOLTURNO

La storia del castello Pandone di Cerro al Volturno nasce nell’anno 989 quando “l’abate Roffredo registrò su un “ libello” il contratto di concessione dei terreni ai fratelli Giovanni Audoaldo figli di Venero , a Grimaldo figlio di Martino , a Salomone figlio di Perto, a Domenico, presbitero, figlio di Saxo e ed a Urso figlio di Giovanni e altro”.

Per difendersi dalle incursioni dei nemici costruirono un castello che prese il nome della pianta che dominava e domina il territorio “cerro” e lo chiamarono castello di Cerro.

Il castello fu costruito a forma quadrangolare con due torri molto alte, una posta a difesa del lato est e l’altra a difesa del lato ovest.

Ai piedi delle due torri fu costruita nel X secolo la chiesa di S. Maria Assunta (attuale parrocchia di Cerro al Volturno) che conserva intatte due cippi funerari Romani dell’ XI secolo. Il castello così come fu costruito dava pochissime possibilità di colpire gli aggressori, ma consentiva una forte difesa in quanto le massicce mura di cinta erano impenetrabili e potevano essere scavalcate solo con scale e funi con ancora da lanciare all’interno delle mura di cinta. Per difendersi bastava rigettare le scale e tagliare le funi. Altri strumenti di difesa erano i liquidi bollenti, archi , frecce,sassi ecc.

Il castello di Cerro è stato più volte trasformato nel tempo ed adattato alle diverse esigenze difensive dei secoli successivi.

Con l’introduzione delle armi da fuoco il castello ebbe una trasformazione strutturale ben precisa e fu adattato sia per difendersi dai cannoneggiamenti sia per sparare sugli avversare a tiro incrociato, frontale e radente a media e lunga distanza.

Le torri che dominano il territorio sono accessibili mediante due scale aeree da dove è possibile vedere tutta l’alta valle del Volturno , l’abazia di Castel San Vincenzo e alcuni paesi limitrofi.

In due punti diversi del castello sono ancora visibili le prigioni e nel cortile due grandi gelsi secolari , uno bianco e uno rosso che volevano rappresentare l’oro e il rosso bordato sullo scudo dei Pandoni.

Il castello è raggiungibile a piedi da piazza San Pietro salendo fino ad arrivare a piazza S. Maria Assunta per poi raggiungere la porta centrale del castello.

Percorrendo questa via si passa attraverso un’antica porta (una volta sede del corpo di guardia dei signori del castello). Una via molto suggestiva per raggiungere il castello è quella che parte da via Concezione per poi prendere un viottolo molto stretto che fiancheggia la roccia sottostante le mura di cinta,fino ad arrivare alla “Precia” , da dove più comodamente si può raggiungere la porta centrale del castello . A piazza S. Maria Assunta si può arrivare anche in macchina salendo per via Montano (primo incrocio a destra appena entrato a Cerro), oppure scendendo attraverso una stradina asfaltata proveniente dalla frazione Cerreta.Non è accessibile per il momento il tratto di strada che collega la SS 652 con Cupone per poi arrivare a piazza S. Maria Assunta.

Dopo il mille si cominciarono a costituire in consistenti nuclei abitativi le frazioni che presero il nome rispeto alla specificità della conformazione del territorio o da culti religiosi.   Nascono quindi tredici nuclei abitativi che portano il nome di Foci, San Vittorino, Cerreta, Cupone , San Giovanni, Mancini, Piano d’Ischia, Case, Foresta, Rossi, Valloni, Santilli e Petrara.

La più antica frazione ,secondo alcune testimonianze, dovrebbe essere Cupone, probabilmente   fondata in contemporanea con l’Abazia di San Vincenzo. Molto antiche dovrebbero essere Piano d’Ischia e Foci .(Al momento non ci sono testimonianze che possano giustificare i rispettivi anni di nascita)

Con il passare dei secoli le frazioni vengono ,in gruppi, contraddistinti con degli appellativi e nascono i nomi della “s_rraglia” “ , “r_cepp_lisc”   e “r_c_rracchiul”.

La “s_rraglia” raggruppa le frazioni di Foci San Vittorino e Cerreta e presumibilmente l’appellativo si riferisce al fatto che sono le tre frazioni posizionate nel territorio più alto del comune, metre “r_cepp_lisc”   sono gli abitanti delle frazioni di Cupone San Giovanni, Mancini, Piano d’Ischia e Case e l’appellativo fa riferimento al fatto che la maggior parte di questi abitanti, anticamente, utilizzavano prevalentemente come legna da ardere i “ceppi di ginestre” perché non avevano grandi boschi per rifornirsi di legna più solida.

L’appellativo degli abitanti “r_c_rracchiul” nasce dal nome del comune di residenza Cerro capoluogo.

Nel 1862 l,’Amministrazione comunale acquisì l’autorizzazione con R.D. 26 marzo 1863 ad aggiungere al nome “Cerro” l’indicazione “al Volturno” ritenuta necessaria per garantire , la distinzione con altri paese italiani che portavano lo stesso nome.

Il 21 febbraio del 1994 fu emesso il francobollo della serie ordinaria “Castelli” (seconda emissione) del valore di L.200 del vecchio conio. il francobollo riproduce il castello con le abitazioni sottostanti.

Lo stemma di Cerro al Volturno, purtroppo, non riporta il castello, ma al centro e sotto una grande quercia vi è un maiale e la scritta FORTITUTO CERRI. Per mantenere solide le mura del castello e per salvaguardare il borgo sottostante le amministrazioni comunali , negli anni passati, hanno provveduto a fortificare la roccia con alcuni interventi strutturali.